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Dati Generali

Data: Marzo 1999
Località: Campofilone (AP)
Tipologia:
Urbanistica
Prestazione:
Progettazione
Stato dell'arte:
Progettazione completata




P.R.G. di Campofilone (AP) - Campofilone (AP)


Piano Regolatore Generale

       (Scheda aggiornata al: dic.2007)

  • Committente: Comune di Campofilone (AP) 

Con l’approvazione del Piano Paesistico Ambientale Regionale (P.P.A.R.) l’attenzione per i valori dell’ambiente naturale e costruito ha assunto, nelle Marche, un ruolo prioritario, tale da condizionare l’intera programmazione urbanistica: l’istanza della salvaguardia, infatti, sta a monte dell’atto programmatorio e pone limiti precisi a qualsiasi politica di sviluppo, per assicurare quell’onorevole compromesso tra conservazione e trasformazione che dovrebbe essere privilegio di una civiltà matura.
In tale ottica si situa il progetto di Piano Regolatore di CAMPOFILONE che, partendo dall’analisi dei valori del suo territorio, sottolineandone sia il grado di originalità che di eventuale compromissione, giungendo alle successivamente proposte progettuali.
CRITERI GENERALI
Un progetto di P.R.G. dovrebbe tendere a sviluppare le potenzialità di un determinato comune senza stravolgere i valori ambientali e paesaggistici del suo territorio; se ciò vale in linea generale, tanto più vale nel caso particolare di comune che, come Campofilone, ricerca nel settore turistico il suo ruolo principale.
E’ indubbio, infatti, che, pur non rinunciando ad iniziative nel settore agricolo e in quello industriale – artigianale, è in quello turistico che, grazie alla sua posizione privilegiata in vicinanza della costa e agli indiscutibili valori del paesaggio collinare e vallivo, un piccolo comune come Campofilone può sviluppare al meglio le sue limitate risorse: il tema principale del nuovo PRG è pertanto quello di individuare la politica più opportuna per dare slancio a questo settore e programmare, di conseguenza, le scelte necessarie.
A nostro avviso la politica più opportuna, oggi, per lo sviluppo del turismo in un determinato territorio può riassumersi nei seguenti punti:
a) difesa ad oltranza e valorizzazione di quei valori di paesaggio e di ambiente che ne costituiscono la premessa;
b) riqualificazione e miglioramento delle parti di territorio che ne hanno bisogno;
c) creazione di avanzati servizi di accoglienza.
Per il soddisfacimento di questi obiettivi abbiamo ritenuto necessarie alcune scelte di fondo che cercheremo qui di seguito di sintetizzare.

1) – La riqualificazione del capoluogo -
Riqualificare il capoluogo significa, innanzi tutto, riqualificare il centro storico che, anche se abbastanza conservato, ha indubbie necessità di un’opera di “cosmesi” per presentarsi in maniera ottimale all’occhio del turista: data la limitata estensione dell’incasato l’operazione dovrebbe essere attuabile con alcuni limitati incentivi da parte dell’Amministrazione Comunale e con un programma dettagliato delle opere di restauro-recupero (Piano Particolareggiato del Centro Storico o per lo meno Piano di Recupero delle parti più degradate), cercando d’indirizzare a tale operazione anche le iniziative dei turisti, tramite l’acquisizione di immobili non utilizzati.
Riqualificazione del capoluogo significa anche migliorare, con alcuni interventi mirati, l’aspetto della parte nuova del paese e programmare, con una maggiore sensibilità, la sua ulteriore crescita, in maniera da correggere gradualmente gli attuali profili panoramici che presentano evidenti disarmonie, a causa di costruzioni fuori scala sul bordo degli opposti versanti del crinale.
Riqualificare il capoluogo significa infine prevedere nuovi spazi a verde pubblico e a verde sportivo, creare passeggiate pedonali, valorizzare elementi d’interesse artistico o ambientale, prevedere un nuovo albergo e tutto ciò che possa interessare il movimento turistico.

2 – La riqualificazione della fascia marina -
Riqualificare la fascia marina significa innanzi tutto attuare il Piano Spiaggia recentemente approvato e migliorare l’accessibilità alla spiaggia stessa con la creazione d’idonei parcheggi in fregio alla Nazionale Adriatica.
Riqualificare la fascia marina significa anche migliorare, con idonea piantumazione, l’aspetto degli opposti fronti della statale Adriatica che si presentano oggi con grande squallore.
Riqualificare la fascia marina significa infine prevedere alcune operazioni di ricucitura nei piccoli nuclei di Tre Camini e Ponte Nina e programmare con particolare sensibilità i limitati interventi ammessi dal PPAR sui declivi ad Ovest della Statale e dell’autostrada.

3) – Il parco fluviale sulla Valdaso -
I vincoli che il PPAR ha posto sulle fasce fluviali (minimo 100 metri dal fiume Aso) permettono di mantenere integre le zone ancora risparmiate dagli insediamenti industriali e suggeriscono la creazione di un ininterrotto parco fluviale lungo l’asta del fiume. Il PRG di Campofilone ne fa una delle sue scelte qualificanti, da concordare possibilmente con i due comuni limitrofi (Pedaso e Montefiore). Un tale intervento, se ben realizzato (con piste ciclabili e pedonali, piazzole di sosta, percorsi salute, arredi vari) s’inserirebbe perfettamente tra le iniziative di sviluppo turistico, specie se collegato ad una rete di ospitalità agrituristica da realizzare nel territorio comunale.

4) – L’accoglienza turistica
La residenza turistica non è più concepibile, oggi, con la mentalità degli anni 60 e 70, quando si rovesciavano colate di cemento lungo le fasce marine o i declivi collinari; giustamente il PPAR pone limiti precisi all’urbanizzazione degli ultimi litorali residui e la Regione Marche ha in mente d’incentivare soprattutto una residenza diradata nel territorio con l’agriturismo o l’albergo diffuso.
Il PRG di Campofilone vuole sposare queste ultime tendenze (tutte basate sul recupero dell’esistente) ma non rifiuta la possibilità di realizzare anche nuovi insediamenti turistici, purché concepiti con criteri di unitarietà e con armonico inserimento nella realtà paesaggistica preesistente. Per questo il Piano ritiene possibile la realizzazione di un limitato insediamento a villini sul declivio ad ovest dell’autostrada (avendo verificato il reale ambito della falesia che non può riguardare le parti più basse di tale declivio), consistente in nuclei progettati unitariamente intercalati da fasce di verde e a basso indice di fabbricazione territoriale. Analogamente il Piano recepisce l’iniziativa di un operatore turistico tendente a realizzare un piccolo borgo unitario sul Monte Serrone (località di grande interesse panoramico immediatamente ad est del capoluogo), concepito con una corona di fabbricati a due e tre piani, con piazza pedonale interna affacciata con porticato verso il mare, grande garage interrato, pineta aperta al pubblico sul lato nord, attrezzature sportive sul declivio a sud: iniziativa che, se ben controllata, potrebbe qualificare in modo determinante l’intero capoluogo di Campofilone.
Un altro piccolo nucleo di villini è previsto in vicinanza del centro storico, sul versante sud del declivio.
Da segnalare infine la previsione di due alberghi sul capoluogo, uno all’ingresso del paese e l’altro sul versante nord di M. Serrone, in una posizione di alto valore panoramico.
Per quanto riguarda l’agriturismo e l’albergo diffuso, il Piano auspica che tali iniziative possano permeare l’intero territorio comunale che presenta alti valori paesaggistici ed una ricca architettura rurale. Per questo il Piano raccomanda la sistemazione della principale rete stradale comunale e la creazione di alcuni nuovi tronchi, al fine di facilitare la rete di scambi nel territorio, sia in senso longitudinale che trasversale.
Per una migliore dimostrazione delle caratteristiche delle espansioni turistiche previste dal Piano e della loro compatibilità ambientale vedasi “simulazioni delle lottizzazioni turistiche” nell’allegato di progetto n. 1.

 


 
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