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Dati Generali

Data: Aprile 2004
Località: San Severino Marche (MC)
Tipologia:
Edilizia sacra
Prestazione:
Progettazione
Attivitą specialistiche:
Restauro
Strutture
Geotecnica
Impianti elettrici e speciali
Coordinamento sicurezza
Stato dell'arte:
Progettazione in corso




Chiesa di San Paolo al Ponte - San Severino Marche (MC)


Restauro e miglioramento sismico

       (Scheda aggiornata al: dic.2007)

  • Committente: Curia Arcivescovile Camerino-San Severino Marche (MC) 

La chiesa di San Paolo è composta da una parte semicircolare riservata ai fedeli e da una parte rettangolare destinata ad accogliere il presbiterio e i due locali che lo affiancano: a destra, per chi guarda l’altare, la sagrestia, a sinistra il guardaroba dei confratelli. Essa è il risultato di una ponderata scelta tra due soluzioni proposte dall’Aleandri alla Confraternita.
Al di sopra del presbiterio si imposta una volta a botte in cannucce e gesso, che in corrispondenza delle due colonne poste a fianco dell’altare riduce il proprio diametro, mediante un falso arco, a sottolineare il profilo della finestra semicircolare della parete di fondo dell’edificio. Sulla porzione semicircolare della chiesa si erge invece una volta a tutto sesto costituita da un quarto di sfera poggiata su di un giro di otto colonne doriche con base attica “alla moderna”, le quali determinano un diaframma tra lo spazio centrale della chiesa ed un ambulacro tutt’intorno. Questo, a forma di semicorona circolare, è scandito dal ritmo delle colonne e, sul muro opposto, da una serie di lesene verticali lievemente aggettanti in corrispondenza delle colonne stesse, alternate a nicchie semicircolari e rettangolari negli interspazi tra esse. In quattro delle otto nicchie rettangolari si aprono finestre che danno luce allo spazio, coperto da lacunari in piano. Alla parte semicircolare della chiesa si attesta un vestibolo ricavato all’interno del piccolo avancorpo attraverso cui attualmente si accede alla chiesa; a terra, davanti alla porta d’ingresso vi è una sorta di “pedana” semicircolare realizzata con mattoni collocati di taglio e ciottoli di fiume, tutto quanto disposto a rappresentare una stella. È interessante notare come l’architetto, nel ragguaglio delle cifre da spendere per ciascuna delle due soluzioni planimetriche proposte, offra una doppia opzione di spesa che prevede o meno la realizzazione del piccolo pronao, del quale evidentemente era sua convinzione che si potesse evitare la costruzione, in caso di ristrettezze economiche.
Eppure, proprio il prospetto di questo avancorpo costituisce l’elemento caratterizzante del fronte della chiesa. Esso presenta quel tipico costrutto di invenzione aleandrina, quasi una sua cifra, che l’architetto aveva ripetuto modularmente quasi all’infinito, nel paramento esterno della cavea dello Sferisterio.
Per quanto riguarda la composizione esterna dell’edificio, questo piccolo corpo si contrappone alle imponenti masse cilindriche del muro esterno dell’ambulacro e dell’alto tamburo che si eleva sopra le colonne a proteggere la volta sferica. Le superfici dei due semicilindri che si compenetrano, in origine intonacate e segnate solamente da semplici fasce lievemente risaltate, contrastano con il prezioso paramento in mattoni a faccia vista del pronao.

 


 
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